Zampe di scimmia, killer che non muoiono, l’aldilà e molto altro ancora

Oramai vi abbiamo detto quasi tutto, tra un pugno di giorni uscirà la lista completa con tutti i titoli in selezione ufficiale al festival, ma oggi siamo qua con altre sette storie dell’orrore provenienti da sei paesi diversi. E allora via, veloci come dei missili per questa nuova carrellata di horror shorts.

Ma prima, vi ricordo che lo sconto sugli accrediti è stato prolungato fino al 15 Ottobre.

We Got a Monkey’s Paw / Zackary E Ogle (USA), il classico “stai attento a ciò che desideri” o se non altro a come esprimi il desiderio. Due coinquilini uno dei quali collezionista di oggetti maledetti, per sopperire alla noia di una serata qualunque decidono di sfruttare la zampa di scimmia in loro possesso con conseguenze disastrose.

In perspective / Arshia Zeinali (Iran), sicuramente vi sarà capitato di trovarvi nel posto sbagliato al momento sbagliato… Mentre state scaricando un cadavere nel bosco. Horror di equivoci e scelte.

Limbus / Rubén Zúñiga Padilla (Messico), un ragazzino è intrappolato in quella sottile linea che separa la vita dalla morte, popolata da presenze e altre entità. Da quale parte della linea deciderà di fermarsi?

Overkill / Alex Montilla (USA), alzi la mano chi non ama lo slasher e dopo che l’ha alzata esca da questa sala. E veloce anche! I killer dei film si sa, non muoiono mai, puoi mutilarli, impalarli, dargli fuoco ma questi tornano sempre in piedi (o tornano per un sequel). Overkill gioca con queste premesse portando allo stremo la povera final girl costretta a uccidere ancora e ancora e ancora.

CAP / Genty Martin (Francia), una nuova app permette di comunicare con il mondo degli spiriti attraverso una live cam.

Hair / Hamad Abdulla Ali (Bahrein), se disturbate la quiete di uno Djinn l’unico modo in cui può finire è male, anzi malissimo.

NECROMAN / Ercan Er (Turchia), allucinanto e a tratti disturbante, un ragazzino vede stuprare e uccidere davanti ai propri occhi le sue due sorelle. Quarant’anni dopo, senza nessun contatto con la realtà, decide di riesumare i corpi per mummificarli e vivere di nuovo con loro.

Il taboo dell’aborto tra monster movie e body horror

Siamo agli sgoccioli, ancora un pugno di titoli da annunciare e oggi è il turno dell’Irlandese ‘the Perished’ di Paddy Murphy.

Argomento delicato quello trattato in questo film… Una giovane ragazza abbandonata dal suo fidanzato e cacciata di casa dalla madre deve fare i conti con il trauma dell’aborto. Cerca rifugio in una vecchia casa parrocchiale ignara del fatto che quel luogo è stato usato come fossa comune per cadaveri d’infanti.

Un mix di generi notevole, un horror sociale che parte dal dramma per portarci un messaggio importante e per fare questo passa attraverso la ghost story più classica, il monster movie e ci mette pure un pizzico di body horror.

Niente jump scare ma tanta sana atmosfera! Cliccate qui per il trailer.